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09/07/2025

Piedi perfetti per l’estate: come dire addio a calli e talloni screpolati

Sanitpharma

Con le vacanze alle porte, è giunto il momento di fare spazio nell’armadio a canottiere, pantaloncini e sandali. Siamo sicuri, però, che i nostri piedi siano pronti a godersi il caldo estivo, messi in bella mostra in calzature aperte, oppure in totale libertà su spiagge e prati?


Spesso, infatti, i lunghi mesi invernali che ci costringono ad indossare stivali e scarponi da neve mettono a dura prova il benessere dei nostri piedi, lasciando segni evidenti del disagio, come talloni secchi e screpolati, callosità e duroni. In questo periodo, dunque, molti di noi sono in cerca di consigli utili su come liberarsi dei fastidiosi (e talvolta dolorosi) inestetismi del piede, per renderli anche quest’anno a prova di infradito. Prima di passare ad elencare alcuni suggerimenti per una pedicure casalinga ed efficace, cerchiamo di capire quali fattori determinano indurimento e inasprimento della pelle, e perché.


La pelle è, nel nostro corpo, l’organo a diretto contatto con l’ambiente esterno, che ci scherma dall’effetto dannoso di agenti chimici e fisici, e dalla disidratazione. Dei tre strati che compongono la pelle - ipoderma, derma ed epidermide - l’epidermide è quello più superficiale, che assolve la funzione di vera e propria barriera protettiva. L’epidermide, a sua volta, è formata per la maggior parte da “cheratinociti”, una tipologia di cellule specializzate nella produzione di grandi quantità della proteina strutturale nota come “cheratina”, da cui prendono il nome. All’interno dell’epidermide, i cheratinociti si dispongono in strato basale, spinoso, granuloso e corneo. Lo strato basale, ossia quello più profondo, presenta cheratinociti poco maturi o differenziati, che si dividono in continuazione per garantire il rinnovamento frequente dell’epidermide. A mano a mano che i cheratinociti maturano, la sintesi di cheratina aumenta e le cellule risalgono verso la superficie della pelle, passando dallo strato spinoso, a quello granuloso, ed infine corneo. In quest’ultimo, la quantità di cheratina prodotta raggiunge livelli tali che i cheratinociti sacrificano qualunque altra funzione cellulare e formano un reticolo di cellule corneificate e dall’aspetto squamoso, intercalate con una matrice di sostanze lipidiche (essenziale per preservare l’idratazione), che ha il compito di proteggere gli strati sottostanti di epidermide i cui cheratinociti stanno ancora attivamente proliferando e differenziandosi. É importante sottolineare che il mantenimento del giusto equilibrio (anche detto “omeostasi”) tra i diversi compartimenti dell’epidermide è essenziale per garantire il benessere nonché il corretto funzionamento della pelle.


Quali sono, dunque, i fattori esterni che possono intaccare l’omeostasi della pelle?


Gli insulti esogeni più comuni sono il sole, i detergenti aggressivi (a pH troppo basico), le infezioni, la carenza di umidità nell’ambiente, e gli insulti di tipo meccanico. Visto che stiamo parlando di come comprendere e migliorare il benessere dei piedi, è opportuno soffermarsi sulla stimolazione meccanica anomala, come ad esempio l’eccessiva pressione o lo sfregamento più o meno prolungaato nel tempo, che può intaccare la barriera epidermica e risultare in manifestazioni sia acute che croniche. Un classico esempio di danno meccanico acuto è la fastidiosissima vescica, in genere nefasta conseguenza di scarpe belle ma poco comode! Gli scarponi invernali che abbiamo menzionato all’inizio, invece, potrebbero causare un danno meccanico di tipo cronico, per cui in risposta alla deregolazione dell’interazione tra cheratinociti e all’alterazione dell’architettura degli strati superficiali della pelle, gli stessi cheratinociti diventano iperattivi e l’epidermide tende ad ispessirsi. L’ispessimento dell’epidermide di origine meccanica prende il nome di “ipercheratosi meccanica”, e ne sono esempi tipici i calli e i duroni. La principale differenza tra calli e duroni risiede nel fatto che i duroni coincidono generalmente con aree di ipercheratosi meno estese, presentano una formazione conica centrale piuttosto riconoscibile, e si localizzano solitamente in corrispondenza delle articolazioni. Anche quando il deterioramento della barriera dell’epidermide non sfocia nella comparsa di vere e proprie callosità, la pelle può subire una consistente disidratazione, di cui i talloni secchi e screpolati sono una manifestazione molto apparente e nota.


Consigli utili da seguire


Semplicemente basandoci sulle poche osservazioni che abbiamo appena discusso, è possibile trarre alcuni utili suggerimenti su come rimettere in sesto piedi un po’ provati dalla costrizione in scarpe pesanti e non sempre comodissime durante tutto l’inverno. Le parole chiave sono idratazione ed esfoliazione. l’applicazione, infatti, di prodotti idratanti favorisce il ripristino della barriera epidermica, sia formando una barriera idrofobica che trattiene l’acqua (è questo il caso delle sostanze “occlusive”), sia favorendo il passaggio di molecole d’acqua dal derma all’epidermide (nel caso di impiego di sostanze “umettanti”), sia colmando piccole fessure e spaccature e, quindi, migliorando la consistenza della pelle (è questo il caso delle sostanze “emollienti”). L’esfoliazione, d’altro canto, permette l’eliminazione dei cheratinociti corneificati in eccesso, contrastando di conseguenza l’ispessimento tipico dell’ipercheratosi. I consigli pratici, dunque, sono:

  1. Adoperare un sapone con pH leggermente acido simile ai valori di pH della pelle;
  2. Utilizzare prodotti che contengono agenti esfolianti (agenti cheratinolitici), quali urea e acido salicilico;
  3. Applicare frequentemente una crema idratante, preferibilmente di tipo emolliente (ricca in oli vegetali) o umettante.


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